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A Firenze l'artista venne in contatto con i massimi esponenti della cultura locale Leonardo e Michelangelo.
L'influenza leonardesca si avverte nella Madonna Terranova inserita in un tondo, la Madonna del Granduca del 1506, la piccola Madonna Cowper, la Sacra famiglia e la Madonna di Orleans.
L'influsso Michelangiolesco, cominciato con i ritratti dei duchi di Urbino, proseguì in altri dipinti come il Giovane con la mela, la Dama del liocorno. Eseguì inoltre a Firenze numerose tavole di devozione privata: nel 1506, la famiglia Dei gli commissionò la pala d'altare per la Chiesa di Santo Spirito: la Madonna del baldacchino e la Deposizione richiestagli da una nobile di Perugia.
La fama del
pittore giunse a Roma, dove il Papa Giulio II gli affidò l'incarico,
licenziando tutti gli altri pittori, per la decorazione delle Stanze
vaticane. I lavori cominciarono nel 1508 dalla stanza detta della
Segnatura che ospitava la biblioteca privata del Papa. Qui dipinse gli
affreschi della Disputa del sacramento, della Scuola di Atene e il
Parnaso. Nello stesso periodo eseguì altre opere tra le quali il Ritratto di Fedra Inghirami, il Ritratto di Cardinale, la Madonna della torre, la Madonna Aldobrandini, la Madonna dell'alba e la Madonna della seggiola. Nella villa di Agostino Chigi affrescò il Trionfo di Galatea ispirato ad architetture antiche descritte in testi letterari.
Eseguì oltre in questo periodo opere come il Profeta Isaia nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, la Madonna di Foligno oggi alla Pinacoteca Vaticana a Roma, la Madonna del velo oggi a New York e il ritratto di Giulio II oggi al Londra. |
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