| EDUARD MUNCH > BIOGRAFIA | |
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Le sue opere del 1880-1885 vertono sul tema della caratterizzazione psicologica e sull’emozione che l’artista prova di fronte al mondo, e tutte in fondo risentono del naturalismo francese essendo anche definite dalla critica "eccessi dell’Impressionismo ".
Nel 1885-‘86 vi è la svolta: nell’opera "La Fanciulla Malata " esprime tutto il dramma vissuto da fanciullo, di fronte alla morte: l’angoscia, la desolazione, la quieta Disperazione di un giovane davanti al dissolversi della propria vita vengono messe in risalto da una tecnica pittorica velata, tremolante, sfumata nei contorni, quasi in dissoluzione, come la stessa vita.
Neanche quest’opera viene capita, anzi, esposta, suscita proteste e sarcastici commenti ed egli viene definito ironicamente "Venditore di fumo ". Egli reagirà dicendo: "La mia prima rottura con l’Impressionismo fu "La Fanciulla Malata ": io cercavo l’espressione ". Continua a dipingere e ad esporre i suoi quadri, divenendo dal 1886 il pittore norvegese più contestato mentre la critica continua a insultare le sue opere. Egli invece insiste, organizzandosi una personale ad Oslo che provoca scalpore e gli procura una certa notorietà tanto che poi ottiene una borsa di studio con la quale si reca a Parigi per iscriversi alla scuola di Leon Bonnat anche se in realtà desiderava scoprire gli ambienti artistici parigini. Nell’inverno un altro lutto: muore il padre. Lo shock e il senso di solitudine e di malinconia si esasperano ed egli scrive "E io vivo con i miei morti, mia madre, mia sorella, mio nonno, mio padre soprattutto… ". Divenuto capofamiglia deve badare anche ai familiari adesso, e un incendio, che gli distrugge 5 quadri, è quasi una fortuna grazie al premio dell’assicurazione che lo aiuta economicamente. Con una terza borsa di studio può studiare le tele di Gauguin, che certamente lo influenzano sulla creazione di un nuovo linguaggio simbolista e sintetista. Nel 1891 va a Nizza e tra il ’91 e il ’92 elabora molti dei temi de Il Fregio della Vita. Sono opere improntate a concezioni filosofiche e simboliche dell’esistenza, e in esse vuole rappresentare il destino dell’uomo e sublimare l’esistenza individuale in un più ampio disegno: esse sono il tentativo di Munch di dare risposte esistenziali a domande esistenziali sulla vita, l’amore, la morte. |
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