EDUARD MUNCH > BIOGRAFIA

LE OPERE

 

Eduard Munch nasce il 12 Dicembre 1863 a Loten.

 

Secondogenito di Christian Munch, medico dell’esercito appartenente ad una delle più note famiglie norvegesi, e Laura Catherine Bjolstad, bella donna, minata già a 22 anni dalla tubercolosi.

 

Nel 1864 la famiglia si trasferisce a Oslo dove, in pochi anni, nascono ben cinque figli: ma l’ultimo nato sarà fatale alla madre che, nella settimana di Natale del 1868, muore lasciando dietro di sé un grandissimo dolore e un vuoto incolmabile. Sempre, Eduard serberà nel cuore la tragedia che visse in quel momento, anche se sarà proprio la zia materna, Karen, ad occuparsi della famiglia, rinunciando persino ad avere una vita propria.

 

Il primo approccio di Eduard con l’arte avviene a sette anni, quando riproduce con grande realismo i movimenti incerti e goffi di alcune persone cieche, che ha visto per strada. Il padre appoggia subito l’inclinazione artistica dimostrata dal ragazzo, preoccupandosi, come sempre, di sviluppare gli interessi e la preparazione culturale dei figli. Purtroppo però i Munch non vivono nell’agiatezza e lui non riesce a frequentare assiduamente la scuola anche per motivi di salute.

 

Quando ha 15 anni muore di tubercolosi l’amata sorella Sophie, un anno più grande di lui, e per egli è un altro grande dolore, da aggiungere ai lutti che costelleranno tutta la sua vita come le immagini ricorrenti delle morte e dell’angoscia che lo perseguiteranno sempre. Già a questa età si convince di essere un predestinato ad una vita di angoscia.

 

La situazione familiare va peggiorando ed egli si sente felice solo quando dipinge e già nelle opere del 1878 si vede il piglio sicuro del grande artista tanto che egli scrive nell’80  "Sono adesso deciso a diventare pittore ". Frequenta le lezioni di Krohg, il maggiore naturalista norvegese.

 

Munch partecipa ad una mostra di giovani artisti nel 1884 con l’opera  "Il Mattino " che viene definita però da un giornale  "banale e di cattivo gusto ".

 

Nel frattempo frequenta la bohème cittadina (giovani progressisti intellettuali) dove svolge un ruolo di rilievo; nel 1885 va a Parigi e, seppur deluso, rimane influenzato dalla pittura impressionista.

 

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